La nostra storia risale al lontano 1979 quando il settore delle deumidificazioni e delle iniezione di resine era agli albori e i “professionisti”, privi di attrezzature specifiche, proponevano soluzioni da realizzarsi con imbuti e bottiglie. E, a dirla tutta, nonostante siano passati quattro decenni, c’è ancora chi utilizza questi metodi.

Fin da subito, a differenza degli altri concorrenti, abbiamo ideato e sviluppato macchinari appositi per iniettare resine negli interventi di deumidificazione mediante la creazione di una barriera chimica. Non servono competenze tecniche per comprendere che la barriera chimica, per funzionare, necessita di quella pressione che consente di contrastare la presenza di acqua all’interno del muro. Se i capillari della muratura risultano saturi d’acqua, come potrà il prodotto penetrarvi senza alcuna “spinta”?!?

Non a caso i macchinari – in special modo le pompe – prodotti e costantemente sviluppati da Dry Wall System nello stabilimento nel Lazio, sono utilizzati e apprezzati in Italia e all’estero.

Un’ottima pompa professionale e personale qualificato e aggiornato sono fondamentali per la riuscita dell’intervento. Ma a questo manca ancora un tassello.

Per realizzare infatti un sistema ermetico nell’ambito dell’iniezione, che permetta dunque di inserire nel muro un particolare formulato che protegge e impermeabilizza lo stesso per sempre dall’acqua e dall’umidità, è necessario avvalersi di packer (o iniettori). I packer, posizionati nel fori praticati nella muratura da trattare, sono delle valvole di non ritorno che consentono di lavorare anche ad elevate pressioni senza perdite di carico e sfiatamenti vari. Inoltre, poiché dotati di valvola di non ritorno, non causano reflussi di resine iniettate.

Capannone Dry Wall System
La realtà di Dry Wall System